Posted on Monday, 15th October, 2007
CONGO: ITINERARI DI UNA PASSIONE
Foto 1923 - 1938: Viaggio nella fotografia antropologica con la Galleria Nerart Protagonista il Congo nelle foto di Emile Muller

Lugano, 18 ottobre 2007 - La Galleria Nerart di Via Somaini 6 a Lugano presenta, da giovedì 18 ottobre al 30 novembre 2007 un'importante mostra fotografica dal titolo Congo: Itinerari di una passione, foto dal 1923 al 1938. Protagonista è il Congo nelle foto di Emile Muller (1891-1976), il medico che alla sua meritoria attività professionale ha affiancato una straordinaria testimonianza delle regioni del Kasai e del Katanga con i loro usi e costumi, riti d'iniziazione, scene di divinazione, danze ritmiche.
Emile Muller, grazie alla sua tecnica magistrale analitica e commovente allo stesso tempo, propone fotografie tanto meravigliose quanto inquietanti. Dai panorami grandiosi ai ritratti delicati e penetranti degli abitanti autoctoni Chokwe, Luba, Bushong, Salampasu, Congo: Itinerari di una passione rappresenta una realtà più autentica della consueta e superficiale iconografia geografica patinata, e denuncia con la forza prorompente delle immagini i rischi dello scontro tra civiltà diverse, ma dall'identica dignità, e il pericolo d'estinzione delle culture e dei popoli indigeni.
Read moreOrari: martedì-venerdì: 10-12 / 14-18 sabato: 10-16.
Da giovedì 18 ottobre al 30 novembre 2007:
Mostra - Congo: Itinerari di una passione, foto dal 1923 al 1938 di Emile Muller (1891-1976).
Presentazione del volume - Itinéraire d'une passion, Edizioni 5 Continents,
135 pagine, 160 fotografie.
ENGLISH VERSION
Lugano, 18 october 2007
In 1923, Emile Muller (1891-1976) set off to the Congo to work as a doctor. He was employed first by a mining company at Kasai and then by a railway company at Katanga. Capturing seldom photographed esoteric ceremonies, these images offer a valuable cultural and historic record, and reveal a keen sense of aesthetics and profound humanity. Portraits of Chokwe girls, authentic living masks, astonishing initiation ceremonies, divination sessions, frenetic dances, and sculptural bodies recall the beauty and riches of these cultures now submerged by the modern world.
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